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La fine del mondo antico

L'impero romano entra in crisi

Nel III sec.d.C l'impero romano entra in una grave crisi. Lotte interne per il potere portano a un clima di anarchia che non riesce a contrastare le incursioni di germani e persiani lungo i confini.  Anche l'economia entra in crisi e le città si spopolano. La generale insicurezza favorisce la diffusione del cristianesimo il cui messaggio di fratellanza e uguaglianza attira un gran numero di fedeli nonostante le persecuzioni dei romani. La liberalizzazione del cristianesimo e la divisione dell'impero in due parti nel tentativo di controllarlo meglio non aiutano e la crisi si acuisce fino a portare alla caduta definitiva dell'impero romano d'Occidente nel 476 d.C.

I germani e la fine dell'impero romano

I germani sono popoli nomadi che per sopravvivere invadono i territori dell'impero, respinti dai romani. Nel IV secolo, l'arrivo degli Unni dall'Asia spinge verso ovest i germani che, per salvarsi, entrano nell'impero romano. Cominciano così le invasioni barbariche, in realtà migrazioni forzate di popoli che i romani consideravano barbari, cioè rozzi e stranieri. Nel 476 il generale barbaro Odoacre depone l'ultimo imperatore di Roma: cade l'impero romano e ha inizio il Medioevo. In Europa nascono i regni romano-germanici nei quali i dominatori barbari convivono con i romani fondendosi con loro e convertendosi al cristianesimo.